L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione di una rete di realtà associative di Ancona, che hanno unito le forze per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità, della tutela ambientale e della riqualificazione degli spazi urbani.
Parlare di ambiente non è un lusso riservato ai tempi di pace: è una necessità urgente anche oggi. Le crisi geopolitiche e quella climatica sono profondamente intrecciate — la scarsità di acqua, energia e materie prime alimenta conflitti e instabilità, mentre il cambiamento climatico agisce come un moltiplicatore di rischi, generando nuove emergenze umanitarie e politiche. Le guerre possono finire, ma gli impatti ambientali continuano a crescere: ignorarli oggi significa pagarne le conseguenze domani, a caro prezzo.
Il festival si è aperto con un grande clean-up collettivo, che ha visto cittadine e cittadini di tutte le età collaborare con i volontari delle associazioni per la pulizia di alcune aree del quartiere di Vallemiano, tra cui il sentiero Direzione Parco. Subito dopo, il programma è proseguito con un aperitalk curato da Impronta Animale APS, che ha dialogato con la Professoressa Stefania Gorbi dell’Università Politecnica delle Marche. L’incontro ha esplorato il tema della sostenibilità alimentare da una prospettiva socio-economica, fino a toccare orizzonti sorprendenti: dai rifiuti scoperti durante le spedizioni sul K2 al crescente problema dell’inquinamento spaziale.
Nel pomeriggio, il festival ha proposto uno swap party dedicato allo scambio di abiti e libri, accompagnato da laboratori ludici che hanno coinvolto adulti e bambini in attività creative e inclusive. La giornata si è conclusa in un’atmosfera festosa con la travolgente performance del Riciclato Circo Musicale, capace di trasformare strumenti costruiti con materiali di recupero in pura energia sonora.
